lunedì 20 febbraio 2012

Toh, un capolavoro


Matt King è un marito distratto e un padre quasi assente, tanto che una delle due figlie, Alexandra, è una diciottenne ribelle e avviata su una brutta china. Matt è un avvocato e gestisce per conto della sua "dinastia" un patrimonio naturale alle isole Haway che sta per essere venduto per diventare un enorme centro turistico. Tutto seguirebbe questo destino segnato se non fosse che Elizabeth, la moglie di Matt, in un incidente di mare, finisce in coma all'ospedale e per lei non c'è più niente da fare se non decidere di staccare le macchine e darle la morte definitiva.
Matt è George Clooney, un attore che sa dipingere sul suo volto un'infinita gamma di sentimenti, situazioni, modi di essere. Sul viso di Matt infatti, transitano la contrarietà, la disperazione, la consapevolezza, la maturità, la sofferenza. E nella sua vita si affacciano prepotenti tutte quelle dinamiche che da uomo aveva trascurato. Ed ecco Matt essere costretto a diventare un padre, eccolo obbligato a fare i conti con la personalità e la sofferenza di sua moglie (scopre infatti che lei aveva un amante, un affarista che sta per acquistare il suo paradiso naturale). Insomma, Matt- George Clooney è costretto dalle circostanze a diventare un uomo, un uomo vero, padre e marito.
Niente di nuovo, probabilmente. Senonchè il film (Paradiso amaro il titolo italiano) è un film che fa (anche) ridere. Mentre vediamo le inquadrature ossessive di Elizabeth nel letto d'ospedale con gli occhi chiusi, la bocca aperta, il viso stravolto e i tubi attaccati (un'immagine davvero tremenda), attorno a lei l'umanità della sua famiglia impara a conoscersi. E lo fa attraverso poche parole, battibecchi veloci, litigate leggere. E lo fa attraverso visi estremamente significativi, ricchi di espressioni che parlano molto più di tante parole.E' questo il pregio migliore del film: far parlare poco i personaggi ma moltissimo i visi. E mischiare con un tocco pieno di grazia la tragedia e la commedia, il dramma e il divertimento. Insomma, si piange e si ride e la combinazione delle due cose è davvero una capacità rara.

1 commenti:

sicarliz ha detto...

E' vero, è un bel film, ottimamente recitato, con una bella sceneggiatura e una regia senza fronzoli. Ma allora perché non mi ha emozionato?